Ipermetropia

Nell’ipermetropia i raggi incidenti convergerebbero in un punto dopo la retina, dove si viene a formare l’immagine. Dato che l'immagine non si forma sul piano retinico essa viene percepita più o meno annebbiata.

Il diottro oculare equivale a una lente positiva troppo debole rispetto alla lunghezza dell’occhio.
 
Questa condizione si realizza nei casi seguenti:

  • quando il potere della cornea e/o del cristallino è inferiore al normale;
  • quando il cristallino è troppo lontano dalla cornea, cioè quando la camera anteriore è più profonda della norma;
  • quando il diametro antero-posteriore dell’occhio è inferiore al normale;
  • quando il cristallino è assente (afachia).

 
L’ipermetropia è molto comune nei bambini: durante i primi 6-7 anni si assiste frequentemente a un moderato aumento dell’ipermetropia. Successivamente può manifestarsi una riduzione del difetto e che può andare a sfociare in una miopizzazione.
Verso i 50 anni si può osservare un nuovo aumento dell’ipermetropia dovuto sia a una riduzione dell’accomodazione che ad un aumento dell’indice di rifrazione della corteccia del cristallino che tende ad eguagliare quello del nucleo, con conseguente riduzione del potere del cristallino.
 
L'ipermetropia può essere corretta:

  • con un occhiale con lenti convesse,
  • con una lente a contatto,
  • con un intervento chirurgico con laser.

Con una adeguata correzione si ha di nuovo la formazione di un'immagine chiara e a fuoco.

 

Classificazione 

In base alle modalità con cui l’accomodazione interviene a correggere il vizio di rifrazione si possono operare delle distinzioni nell’ambito della ipermetropia.
 
Questa classificazione ha una grande importanza pratica in quanto su di essa si basano i criteri di correzione del difetto.
 
La lente che misura quella parte di ipermetropia che l’accomodazione non riesce a correggere si chiama ipermetropia assoluta.
La quota di ipermetropia che può essere corretta indifferentemente da una lente positiva, cioè la differenza fra la lente che ha fornito il visus massimo e quella oltre la quale il visus comincia a ridursi, si chiama ipermetropia facoltativa.
La somma dell’ipermetropia assoluta e di quella facoltativa costtuisce l’ipermetropia manifesta, cioè quella che può essere misurata in condizioni normali.
Si parla di ipermetropia latente per quel difetto ipermetropico che si può svelare e misurare solo in seguito a istillazione di gocce di atropina (cicloplegico con le quali si ottiene una paralisi dell’accomodazione).
Avendo annullato il cicloplegico ogni possibilità di compenso l’ipermetropia misurata da una lente in queste condizioni rappresenta l’ipermetropia totale.