Miopia

Nella miopia i raggi incidenti convergono in un punto davanti alla retina, dove viene a formarsi l'immagine. Dato che l'immagine non si forma sul piano retinico essa viene percepita più o meno annebbiata.

Si parla di miopia lieve quando il difetto è inferiore a 3 diottrie, di miopia di medio grado da 3 a 6 diottrie, e di miopia elevata al di sopra di questi valori.
 
Si tratta in generale di una condizione in cui il diottro oculare equivale a una lente positiva troppo forte rispetto alla lunghezza dell’occhio. Questa condizione si può realizzare:

  • quando vi è una curvatura della cornea e/o del cristallino superiore alla norma,
  • quando il cristallino è troppo vicino alla cornea e la camera anteriore è quindi più bassa della norma,
  • quando il diametro antero-posteriore dell’occhio è superiore al normale (aumentata lunghezza del bulbo oculare), fattore più frequente delle miopie specie di quelle elevate.

Classificazione

Una classificazione delle miopie serve a prevederne il decorso e le eventuali complicanze.

  • Miopie congenite: quelle miopie che vengono rilevate nei primi anni di vita , spesso in seguito a manifestazioni di una deficienza visiva per lontano, e che si presumono già presenti alla nascita. La loro entità è molto variabile anche se in genere si tratta di miopie di grado medio o elevato, quasi sempre superiori a 4 diottrie. Con frequenza sono osservabili alterazioni a livello delle papilla ottica (crescente miotico, disversioni papillari variamente orientate), anomalie della pigmentazione del fondo e dislivelli del polo posteriore (stafilomi). Questo tipo di miopia si accompagna spesso ad astigmatismo medio o elevato. Sono in genere stazionarie e talvolta possono presentare una tendenza alla regressione, tanto più frequentemente quanto più elevata è la mopia.
  • Miopie acquisite:
    • Miopia semplice: è quella dove non si osservano alterazioni degenerative a carattere evolutivo del fondo culare. Insorge fra i 7 ei 20 anni con una tendenza all’aumento e un arresto quando le dimensioni corporee sono stabilizzate. Infatti l’aumento della miopia, che in genere avviene con grado uguale per i due occhi, è più forte nei periodi in cui la crescita corporea è più rapida. L’entità definitiva della miopia semplice non supera le 6 diottrie, ma può arrivare anche a 10.
    • Miopia degenerativa o patologica: è una forma di miopia che non deve essere considerata solo come un difetto rifrattivo, ma come una entità morbosa vera e propria in quanto dà origine ad alterazioni degenerative a carico del vitreo, della coroide e della retina capaci di causare gravi deficit permanenti alla vista. Anche la miopia degenerativa insorge ed evolve come la miopia semplice con la differenza che può comparire in età molto più precoce, che il suo sviluppo può protrarsi più a lungo e che arriva a livelli più elevati (fino a 30 diottrie). La diagnosi si basa sul precoce riconoscimento  di alterazioni vitreale e corioretiniche a carattere evolutivo. Può essere anticipata ancor prima quando esistono nasi di miopia degenerativa negli ascendenti, quando il vizio rifrattivo insorge precocemente mostrando una tendenza alla rapida progressione e quando si osservano delle diminuzione dell’acutezza non correggibili con lenti (verosimilmente dovte a modificazioni atrofiche della retina maculare).
    • Miopia senile: nelle persone di età avanzata il potere rifrattivo del cristallino può aumentare per un addensamento della sostanza del nucleo del cristallino. È questa miopia, unitamente all’aumento della profondità di campo provocata dalla miosi (pupilla piccola) senile, che consente ad alcune persone di lavorare per vicino suscitando l’ammirazione dei congiunti.
    • Miopie transitorie: ci sono svariate cause che possono indurre delle temporanee modificazioni della curvatura delle superfici e degli indici di rifrazione. Tra queste meritano particolare attenzione la miopia da medicamenti, causata dall’assunzione di alcuni farmaci (sulfamidici, fenotiazine, tetracicline, aspirina) la cui causa più probabile è costituita da un edema allergico del corpo ciliare; la miopia da iperglicemia e la miopia traumatica.
    • Miopia notturna: in condizioni di illuminazione molto bassa l’occhio va inontro a una miopizzazione di 1-1,5 diottrie. Di questo fatto bisogna tenere di conto nella prescrizione di una correzione ottica destinata a una buona acutezza visiva nelle ore notturne.

 
La miopia può essere corretta:

  • con occhiali con lenti divergenti (concave),
  • con lente a contatto,
  • con un intervento chirurgico.

Dopo una adeguata correzione si forma di nuovo un'immagine nitida e a fuoco.
 
Negli anni addietro, attribuendo all'accomodazione un ruolo predominante nella progressione della miopia, si interveniva sottraendo -0,25 D - 1D alla correzione che garantiva i 10/10.
 
Al contrario, attualmente, si ritiene più opportuna una correzione totale e permanente.
Questo anche e soprattutto sulla base delle ultime teorie sull’etiopatogenesi (es. la teoria di Balacco) della miopia, specie se degenerativa, e sulla base dei risultati della miopia sperimentale indotta su animali. È ormai ampiamente dimostrato che, in presenza di uno stimolo luminoso quantitativamente e/o qualitativamente alterato, si determina uno stimolo alla miopizzazione. Ne consegue che l’immagine retinica deve essere in ogni caso perfettamente a fuoco sulla retina.
 
La correzione della miopia si deve effettuare utilizzando la lente negativa più debole che permette il raggiungimento del massimo visus.
 
Per realizzare una correzione ottimale, la lente deve essere centrata: l'asse ottico della lente e l'asse visivo dell'occhio, supposto immobile, devono coincidere.
 
I principali inconvenienti degli occhiali, specie con le correzioni più elevate, sono legate al rimpicciolimento delle immagini ed allo spostamento apparente degli oggetti.
 
Le lenti per la correzione della miopia, in particolare di quella elevata, hanno inoltre un aspetto che normalmente viene considerato sgradevole: l'elevato spessore dei bordi, le caratteristiche cerchiature, il rimpicciolimento dell'occhio sono infatti tutti elementi esteticamente negativi.
 
Molti svantaggi dati dall'uso delle lenti a frontale vengono totalmente eliminati dall'uso delle lenti a contatto o dal ricorso alla chirurgia rifrattiva.